Qualcosa di più…

Episodio #12:

Dopo l’ennesimo distacco da Javier, stava cominciando un nuovo periodo in cui Maria voleva seguire la direzione che aveva preso dopo il viaggio a Cuba per lei ora era importante che tutti i suoi desideri più autentici si realizzassero, o perlomeno, se non proprio tutti la maggior parte. Ormai sapeva che era possibile materializzare i sogni e non poteva far finta di nulla ed andare avanti con la sua vita senza almeno provarci.

Ogni tanto, però, si scontrava con vecchi schemi , con vecchie esperienze e la sua vita non era certo stata facile.

Maria non credeva che la vita o i suoi genitori avrebbero potuto comportarsi diversamente da com’era andata, ma sapeva molto bene che aveva ancora tanto da imparare o da disimparare. Poteva farlo in qualsiasi momento, in fondo doveva solo provare. Ora che sentiva la forza per fare qualsiasi cosa.

Sapeva di aver ricevuto tutto l’amore possibile proprio in un momento in cui l’amore doveva essere diviso in giuste dosi fra i bisogni di tutta la famiglia, così come i soldi, il cibo e tutto il resto. In fin dei conti, se non si accetta quel poco che si ha come si può pretendere di averne di più… Ma solo ora capiva che c’è una enorme differenza fra accettare ed accontentarsi.

Aveva sempre pensato di doversi far bastare quello che c’era, che fosse normale avere delle mancanze perché non si poteva avere tutto.  Aveva visto alcune persone importanti per lei guadagnare i soldi in maniera piuttosto semplice e anche molto sbagliata, per poi buttarli via in vizi costosi. Aveva vissuto cosa significa avere tutto e poi perderlo e da quel momento non si era più tirata su economicamente.

Aveva vissuto per anni tentando di risalire per poi cadere di nuovo in rovina, nonostante gli sforzi.

Si era ripromessa che avrebbe lavorato sodo per guadagnare i suoi soldi, anche se pochi. Qualsiasi lavoro pur di sopravvivere. Ci provava, cercava di prendere per buone tutte le occasioni e si ripeteva che era fortunata, che altri al posto suo non avevano nemmeno quel poco.

Purtroppo però, alla lunga sentiva un grande senso di insoddisfazione, la sensazione di essere nel posto sbagliato e di dover scappare in fretta per non trovarsi, dopo anni, sempre bloccata nello stesso posto con quel senso di insoddisfazione che l’accompagnava costantemente.  Quindi ricominciava la stessa situazione altrove…

Era come ricevere una coltellata per lei, ogni volta che sentiva quel desiderio di fare di più seguito dal pensiero reale di non poterlo fare, ancor di più accontentarsi di faticare tanto per poi perdere di nuovo e oltre tutto non essere mai soddisfatta dei suoi sforzi. Nessuno sembrava prenderla sul serio e lei dava la colpa alle sue origini umili, al fatto che non avesse studiato abbastanza. Anche se la prima a prendersi troppo poco sul serio era proprio lei.

Tante delle convinzioni che aveva e delle decisioni che aveva preso a partire dalle scuole, i lavori e forse anche un paio di fidanzati, in qualche modo erano quello che voleva la sua famiglia per lei. Oppure l’esatto contrario.

Presto si rese conto di non essersi mai veramente fermata a guardare in faccia i suoi desideri, se non a crederci, almeno starne in contemplazione. Come era possibile avere dei desideri se le condizioni attuali non permettevano nemmeno di vivere dignitosamente?

Non importa quante storie di persone che erano riuscite sentisse, per lei non era il suo caso. Lei arrivava da molto in basso. Troppo.

In qualche modo la sua vita era stata tutta incentrata sul cercare di comportarsi bene, almeno in apparenza per non deludere gli altri. Senza dare troppo fastidio e fare troppo rumore, perché se avessero smesso di volerle bene anche per quel poco, la sua vita non avrebbe avuto più alcun senso. Si sarebbe trovata da sola e senza niente.

Si erano alternati momenti, nella sua crescita, dove aveva rinunciato persino a sé stessa per la sua famiglia, ad altri in cui si era ribellata e aveva fatto di tutto per deluderli o forse per avere un poco della loro attenzione. Sta di fatto che quando si accorse di questo, pensò che forse adesso era il caso di scavarsi un po’ dentro e pensare solo a quello che davvero la faceva felice.

Si accorse che aveva dovuto in qualche modo accontentarsi anche per le circostanze della vita, ma che non era troppo tardi per iniziare a usare quello che aveva a disposizione per creare qualcosa in più.

In fondo, pensandoci bene, cosa aveva da perdere rispetto tutto quello che aveva già perso negli anni?

Stava finalmente realizzando che anche lei era in grado di manifestare nella sua vita ciò che desiderava e che non voleva più accontentarsi ma solo essere felice nonostante tutto quanto. Farsi bastare tutto non le bastava più, ora voleva iniziare da quello e non aveva più bisogno di pensare a ciò che le mancava.

Perché in fondo diventava sempre più consapevole del fatto che non le mancasse proprio niente. Anzi, le risorse a sua disposizione, erano  le fondamenta, sulle quali tutto il resto si sarebbe adagiato, in totale sicurezza. Forse questa era già una grande forma di abbondanza…

Iniziò a vedere come nella sua vita ogni occasione l’aveva portata in qualche modo ad occuparsi degli altri, in famiglia e nel volontariato e che forse proprio quella era la sua strada. Notò come la rendeva felice vedere le persone stare bene senza alcun tipo di invidia, semplicemente guidata dal forte desiderio di contribuire. Senza alcuna fatica nel farlo.

Chi ha detto che per lavorare sodo bisogna fare fatica per forza?

Magari la chiave stava proprio nel fatto che la sua realizzazione veniva dal fare qualcosa che amava e che non le costava fatica e farsi pagare per farlo. Del resto era proprio brava a portare sollievo nella vita delle persone e il lavoro che aveva fatto su di sé meritava di essere condiviso con più persone possibili.

Questa cosa la spaventava ma allo stesso tempo le faceva battere il cuore forte e forse per la prima volta capiva da dove veniva questo desiderio di scappare, ogni volta che si era allontanata da sé stessa per sopravvivere dimenticandosi di vivere davvero…

Chiamò una sua amica, le raccontò cosa le passava per la testa e lei prontamente le rispose:

“Maria, grazie al cielo ci sono tante persone che svolgono una vita (normale) e sono felici e portate a farlo, ma tu… Tu hai il fuoco dentro, quel fuoco non si può spegnere mai del tutto. Le persone che lo hanno, devono alimentarlo e fare luce anche per gli altri. E’ quasi un dovere…”

Si salutarono e Maria rimase sconvolta da quelle parole che erano uscite dalla bocca dell’amica, ma sembravano venire da molto più lontano…

DALLA STORIA DI MARIA ALLA TUA:

“SPUNTI DI COACHING PER TE”

Noti come l’ambiente in cui siamo stati cresciuti, possa influire sulle nostre convinzioni tanto da credere davvero di avere dei limiti?

Noti come nonostante i suoi limiti, Maria si sia sempre trovata sulla strada giusta per lei, ma non abbia nemmeno preso in considerazione che potesse fare un mestiere?

Quanto il desiderio di fare qualcosa di normale, l’ha portata fuori strada e quanto ciò che è normale e naturale per chi la ama, forse non lo è per lei?

Riesci a vedere che quando cambia la sua percezione, i limiti sembrano non esistere più? Al contrario si apre un mondo di possibilità?

Pensi sia troppo tardi per Maria ricominciare da questo seme per creare un nuovo lavoro e alimentare quel fuoco? Pensi che sia tardi per te?

Ti aspetto la prossima settimana, per una nuova puntata e una nuova sessione di “spunti di coaching”

Scrivi pure qui sotto i tuoi commenti o le tue domande, contattami in privato se vuoi approfondire questo tema con me, utilizzando il form nella pagina dei contatti per inviarmi un messaggio!

Veronica Alessio, life coach

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