Perdersi per tornare

Episodio #10: prima parte

A questo punto tutto andava per il verso giusto, pian piano ogni cosa prendeva il suo posto e Maria era serena e si bastava.

Proprio in occasione del suo trasloco nella casa nuova, Javier che era tornato da poco in città, si era gentilmente offerto di aiutarla. Lei rimase piacevolmente stupita da questo gesto e accettò di buon grado, nonostante nell’ultimo anno le occasioni di stare così vicini erano state davvero sporadiche.

Iniziava a vedere questa situazione come un’occasione per creare un nuovo modo di essere una famiglia nonostante non fossero più una coppia. Aveva desiderato spesso di poterlo fare e ora forse era il momento, soprattutto perché dentro di lei qualcosa era cambiato e ora riusciva a vedere che cosa contava davvero.

Il rancore e la vendetta non facevano parte di lei e riusciva a tenere in piedi pensieri di questo tipo per pochissimo tempo. Quando lei era in pace, riusciva a vedere le persone in maniera neutra e continuare a provare affetto, tenendosi il buono nonostante il passato travagliato e lasciando andare tutto quello che non serviva più.

In fin dei conti a volte per sopravvivere al dolore, aveva dovuto decidere cosa era buono tenere e cosa lasciare per andare avanti più leggera…

Aveva compreso con il tempo che le persone quando si agitano, non sono coscienti di quello che fanno e credono davvero di fare la cosa giusta. Aveva realizzato che quando amiamo tanto qualcuno tendiamo a prendere sul personale i suoi atteggiamenti , a pensare che facciano di tutto per farci del male: mentre invece molte volte lo stanno facendo più a sé stessi.

Se non riusciamo a vedere che in realtà ognuno pensa e agisce in modo diverso, a seconda di come sente effettivamente giusto e senza necessariamente voler fare del male a qualcuno, non possiamo certo fare qualcosa di diverso se non sentirci completamente messi da parte o poco valorizzati.

Accade che a un certo punto ci allontaniamo o ci separiamo da chi amiamo perché non vediamo altre soluzioni o forse perché non abbiamo più il desiderio di trovarle.  Desideriamo solo smettere di occuparcene senza sapere che possiamo farlo anche senza prendere decisioni così estreme, almeno non sulla scia della terribile sensazione di sentirci esclusi o inadeguati.

In realtà come ci sentiamo, dipende solo da come stiamo pensando in quel momento e con quanta lucidità vediamo la situazione, a che distanza siamo dalla verità.

Javier si stava riavvicinando a Maria e Ariel, giorno per giorno stavano costruendo le basi per un nuovo modo di stare insieme e lei aveva preso molto a cuore questo “progetto”. Aveva deciso di mostrarsi accogliente nei confronti dell’ex compagno e di sfruttare tutti i suoi poteri per cercare di aiutarlo a trovare un nuovo equilibrio non solo come padre, ma anche come uomo.

Lui passava sempre più tempo con loro quasi come se non avesse nessun altro posto dove andare, o meglio, quasi come se nessun altro posto fosse stato così perfetto per lui.  Forse anche in lui qualcosa stava cambiando e stava iniziando in qualche modo a vedere che in tutto il suo girovagare, non aveva trovato quella sensazione che si prova quando “si torna a casa”.

Si era resa conto di quanto paradossalmente ora lei era davvero la donna forte e indipendente che lui aveva sempre desiderato.

Di quanto Javier in modo magari non proprio elegante, avesse cercato negli anni in cui erano stati insieme, di farle capire che era importante che lei avesse indipendenza e sicurezza anche quando non era lui a dargliela o quando era lontano.

Tutto questo faceva stare male lei e sentire in trappola lui e solo quando era rimasta sola aveva capito dove prendere ciò di cui aveva bisogno e che credeva le mancasse. Era proprio lì a portata di mano, da qualche parte nel suo cuore.

Si stava ricreando un intimità particolare fra Maria e Javier e loro la stavano assecondando e vivendo giorno per giorno senza chiedersi cosa significasse e dove portasse, l’unica cosa di cui c’era certezza era:

Che qualcosa era cambiato, qualcosa era andato perso ma l’amore… Quello no! Era come se perdersi, li aveva aiutati a tornare a casa, in una realtà così semplice da risultare disarmante.

Maria alternava momenti da felicità ad altri di paura: paura di perdere tutto quello che era riuscita a trovare senza di lui, paura di tornare a perdersi al suo fianco e anche che lui si perdesse di nuovo…

Lo voleva al suo fianco, ma non troppo. Lo voleva riscoprire, ma senza esporsi o mostrarsi vulnerabile. Lo voleva aiutare, ma senza salvarlo.

Decise anche questa volta di avventurarsi e sperimentare, pensò che nulla ormai poteva scalfirla e che avrebbe corso questo rischio sapendo che in qualsiasi momento avrebbe potuto cambiare direzione senza perdere niente e senza fare del male a nessuno.

Decise che al di la della loro relazione, la cosa più importante era che Ariel avesse suo padre e sua madre vicini e uniti per quello che riguardava lui, che il fatto di essere o meno una coppia a questo punto era solo una cosa in più. Volle andare avanti per vedere se poteva essere un valore aggiunto oppure no.

Si sarebbe comportata esattamente come avrebbe fatto con un altro uomo, vivendosi quello che c’era ma tenendo sempre lo sguardo puntato sui bisogni del figlio e sui suoi.

Era questa la strada su cui voleva continuare a muoversi, almeno finchè non fossero cambiate le coordinate.

…CONTINUA…

DALLA STORIA DI MARIA ALLA TUA:

“SPUNTI DI COACHING PER TE”

Che sia Javier o qualsiasi altro uomo, noti come sia arrivato proprio in un momento in cui Maria non ne aveva “bisogno” e forse nemmeno intenzione?

Riesci a trovare nella tua vita occasioni simili e capire perché proprio in quel momento le persone si avvicinano?

Noti come una situazione che fino a qualche settimana prima era praticamente impossibile e impensabile, ora accadeva in maniera così naturale da sembrare quasi un miracolo?

Riesci a vedere che quello che Maria aveva compreso sulle relazioni e in particolare sulla sua esperienza con Javier, ora la aiutava a vedere lui in maniera più neutra e lasciare andare vecchi pensieri in cui lui era sempre il cattivo o quello che non sapeva amare?

Secondo te era davvero cambiato Javier? In che modo?

Saresti in grado in una situazione simile dove le emozioni  si scontrano e la confusione regna, di trovare un piccolo spazio in cui definire comunque una direzione da prendere almeno finchè tutto non diventa più chiaro o finchè non cambia?

Vorresti sapere come ha fatto Maria?

Se si contattami o commenta qui scrivendo la tua domanda.

TI ASPETTO SETTIMANA PROSSIMA CON UNA NUOVA PUNTATA E UNA NUOVA SESSIONE DI “SPUNTI DI COACHING”

Veronica Alessio, life coach

2 commenti

  • Agnese

    A volte vivo la vita senza accorgermi del suo continuo movimento. Leggere questa “puntata” è stato come immedesimarmi in una situazione simile farcita di paure e voglia di iniziare. Ancora una volta grazie Veronica per la spinta a vivere la vita a ritmo della vita stessa, sapendo che tutto passa, tutto torna, tutto è vita. Grazie.

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