Il viaggio di ritorno, o forse di sola andata…

Episodio #7: al ritorno da Cuba.

Al ritorno da Cuba, Maria ripensò a quanto vissuto e concluse che quel viaggio era stata la decisione più bella e giusta che avesse preso da un sacco di tempo, su questo non c’era alcun dubbio.

Si sentiva innamorata, di se stessa e della vita. Anche se in qualche modo le emozioni vissute con Roberto avevano influito positivamente sul suo stato d’animo, non avevano tutto il merito.

C’era molto di più, c’era il fatto di essersi finalmente concessa di uscire dal buio e riscoprire sé stessa, di essersi data il permesso di ricevere tutto quello che si era negata negli ultimi tempi e di aprire gli occhi alle infinite possibilità che la vita ci mette davanti se siamo pronti a vederle.

Sapeva che Roberto non sarebbe uscito dalla sua vita, ma uno dei motivi per cui aveva scelto proprio lui era perché sapeva che lui non aveva alcun bisogno di lei, come lei non ne aveva di lui, il loro rapporto era basato sulla voglia di stare insieme nel rispetto della vita di ognuno scambiando forza.

 Questa indipendenza, come ogni altra cosa, aveva un prezzo.  Maria mi fece notare qualcosa di molto interessante:  se includi nella tua vita una persona che non ha bisogno di te, sai che avrai un rapporto autentico e di qualità. Devi, però, anche mettere in conto che forse quella persona non ci sarà ogni volta che tu lo vorrai e come vorrai, ma solo quando sarà lui o lei a volerlo veramente e viceversa.

Sapeva che non sarebbe stata una cosa semplice, ma era il modo più giusto, al momento, di vedere le cose  e non la disturbava. Per lei era più importante creare e mantenere relazioni  forti e profonde nel bene e nel male, ma libere da impegni che a volte si tende a rispettare solo per senso di dovere nei confronti degli altri.

Man mano che i giorni passavano, la scia di quelle bellissime sensazioni con cui era tornata dal suo viaggio, si assestava e il tempo per fermarsi a ripensare era sempre meno.  Maria si trovò spesso a desiderare di avere una specie di Backup automatico nel cervello per evitare di perdere tutte le intuizioni delle ultime settimane. Quasi tutte avevano a che fare con il suo nuovo modo di desiderare per se stessa solo il meglio, nelle relazioni, nel lavoro e nella vita in generale.

Aveva finalmente compreso che la strada della verità alla quale aveva sempre tentato di avvicinarsi senza saperlo, ora era li, davanti a lei e le stava mostrando che forse non sarebbe stata del tutto convenzionale e nemmeno semplice, ma era proprio quella giusta. Se avesse smesso di fare ciò che tutti pensavano giusto per lei e avesse seguito per una volta solo la sua stella, avrebbe finalmente avuto la vita che cercava.

In maniera più ampia, si trovava a rivivere tutti gli avvenimenti importanti della sua vita e con suo stupore notò come tutto, anche quello che sembrava  centrare poco o era successo secoli prima, la riportasse in qualche modo al punto in cui si trovava in questo momento.

Come quando guardi quei film dalla trama contorta in cui verso l’epilogo, ricollegando le varie scene scopri dei particolari che al momento ti sembravano senza senso e inizi a collegare gli avvenimenti  che ti portano verso il finale con interesse e curiosità.

Sentiva che nel gioco della vita stava salendo di livello e questo la spaventava, notava che andando avanti diventava un po’ complicato gestire chi la conosceva da molto tempo, perché lei cambiava velocemente e le persone erano più lente ad adattarsi, credevano di conoscerla, ma ormai forse la maggior parte di loro non la conosceva più…

Diventava sempre più difficile entrare negli stessi vestiti di un tempo e l’immagine che aveva di sé era di una bambina, ormai cresciuta che indossava dei vestiti stretti e fuori moda.

Sapeva che presto avrebbe dovuto lasciare quei vestiti per indossarne dei nuovi, ma Dio quanto erano comodi quelli che aveva indossato fino ad ora…

Decise di parlarne con Annabel, che in moltissime occasioni si era rivelata l’unica amica che sapeva potesse capirla profondamente senza cercare di farle cambiare idea o darle soluzioni, ma solo spunti su cui riflettere o semplicemente una parola di conforto per farla sentire compresa:

“Sai Maria” le disse, “Capisco bene come ti senti, come quando sei in pista e si è appena conclusa una delle tua canzoni preferite. La balleresti per ore, ma se aspetti qualche secondo, ne inizierà un’altra. Magari una nuova, di quelle che non ti piacciono tanto e che poi in macchina mentre torni a casa ti ritrovi a canticchiare… Perché ascoltare qualcosa di nuovo a cui non siamo abituati è così, ma se non dai tanta importanza  a quel pensiero in men che non si dica quello di cui avevi bisogno è già tuo…”

Beh questo per lei fu illuminante. A volte quello che siamo abituati a vivere nella nostra vita, ci sembra parte della nostra identità, come una bella canzone che ci ricorda la nostra storia.

Anche se quella canzone ci continuerà a emozionare ogni volta che la ascolteremo, può darsi che ne verranno altre che ci piaceranno di più. Oppure per qualche strano motivo non ci faranno impazzire, ma ci ritroveremo a canticchiarle e ne diverranno anch’esse parte integrante.

Tutto questo non avrà niente a che vedere con chi siamo veramente, la nostra identità è qualcosa che va oltre le esperienze che viviamo o quello che pensano di sapere le persone su di noi. E se qualcosa ci sta “stretto”, come succede con i vestiti, possiamo sceglierne di nuovi sapendo che non togliamo niente a noi stessi o a chi ci ama e alla nostra capacità innata, di tornare a stare bene nonostante tutto.

Dopo la conversazione con la sua amica, Maria capì di aver sentito paura per il cambiamento che stava affrontando, ma tornata la pace scoprì che se avesse avuto il coraggio di andare avanti anche se in qualche momento si fosse sentita sola, non solo avrebbe avuto dei “bellissimi vestiti nuovi”, ma avrebbe imparato che sentire la paura nel cambiamento, non è qualcosa che ci impedisce di andare avanti o che ci rende “meno amabili”.

Dobbiamo solo avere pazienza di aspettare che inizi la prossima canzone…

DALLA STORIA DI MARIA ALLA TUA:

“SPUNTI DI COACHING” PER TE…

Dopo un’esperienza forte e trasformativa, come un viaggio o anche un corso di crescita personale, torniamo a casa con tanta energia e buoni propositi. Poi accade che man mano l’energia cala e iniziamo a sentirci meno motivati, meno compresi, a volte anche più soli: come sarebbe per te comprendere come mantenere alta la motivazione anche quando l’energia cala e acquisire uno “strumento” che ti porti a ritornare sulla strada giusta anche quando nessuno ti aiuterà a farlo?

Noti come, parlare con le persone giuste a volte ci porti ad avere una visione più chiara di cosa sta succedendo e di come andare avanti anche se non si hanno tutte le risposte?

Per te, è importante condividere con le persone giuste anche se a volte non hanno le risposte che cerchi o magari non ti dicono quello che vorresti sentire?

Se per un attimo smettessi di occuparti di quello che pensano gli altri, che cosa faresti di diverso oggi?

Vi aspetto la prossima settimana, per una nuova puntata e un nuova sessione di “spunti di coaching”

Veronica Alessio, life coach

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