Il sapore della vita

Episodio #9:

I mesi passavano e la sua vita ricominciava a appartenerle, nonostante la frenesia e la stanchezza del lavoro, degli impegni e di tutto quello che comporta essere sola con un bambino piccolo e le sue necessità che stanno inevitabilmente prima delle proprie…

Ricominciava ad assaporare la bellezza delle piccole cose, aveva consapevolezza in ogni suo gesto ed era presente, protagonista della sua vita. Aveva scelto di fare solo quello che voleva, frequentare  persone che davano qualità e valore al tempo che dedicava, mangiare quello che le piaceva e riposare quando lo desiderava senza preoccuparsi di togliere niente a nessuno.

Fermandosi a riflettere ricordò le persone che aveva incontrato nel corso degli anni fra carceri e ospedali, pensò a chi aveva perso davvero più di lei e si rese conto di quanto quello che crediamo di aver perso, spesso sia solo nella nostra testa.  Quanto a volte smettiamo di vivere e ci adattiamo a quella nube di pensieri credendo che la vita è sacrificio e basta, che siamo obbligati a fare certe cose se vogliamo essere persone migliori e ci anestetizziamo completamente, perdendoci in un sonno cosciente che può durare anni.

Lei lo aveva provato e sapeva bene di cosa parlava, si era persa nel pensiero che la sua vita fosse destinata a un susseguirsi di fallimenti. In fondo le persone che hanno vissuto quello che ha passato lei in famiglia e nella vita in generale, in qualche modo hanno tutte lo stesso destino, gia scritto indipendentemente da cosa facciano per uscirne. Chi ha avuto una vita bella e semplice non avrebbe mai capito o perso tempo per  starla a sentire perché in fondo nella sua umiltà, cosa aveva da offrire?

Spesso per uscire da quel sonno deve capitare qualcosa di forte, che ci da uno scossone e ci costringe ad alzarci con tutte le forze che abbiamo. La vita non fa le sue scelte a caso, per quanto possa sembrare a volte terribilmente priva di tatto. Siamo creati per superarci ed elevarci che ci piaccia o no e se ci viene tolto qualcosa è perché probabilmente, solo così siamo in grado di andare oltre se davvero lo vogliamo.

Ripensò a quante persone dopo un’importante incidente o malattia invalidante o dopo aver commesso degli errori pagando con la libertà, abbia visto rinascere in altre forme e andare avanti con forza nonostante le disgrazie con qualche cicatrice in più, ma con riconoscenza alla vita e presenza in tutto quello che prima davano per scontato.

Li aveva visti innamorarsi e conoscere l’amore vero, quello che non si ferma alle apparenze e alle regole della società, non poter camminare ma desiderare di volare e farlo davvero. Superarsi nello sport e nella carriera, ottenere tutto ciò che prima sembrava impossibile e paradossalmente farlo partendo da quello che tutti pensano sia un limite e solo con la vita ben stretta nelle loro mani.

Ricordò persone che ora non c’erano più e che fino all’ultimo momento avevano amato a dismisura la vita e cercato di tenersela con tutte le loro forze, andare via con il sorriso di chi sa che ha dedicato tutto il tempo che aveva a lasciare un impronta di speranza per chi rimane.

Dopotutto, a lei cosa era stato tolto davvero?

Aveva ancora l’amore, perché per quanto le persone decidano di allontanarsi, non possono portarsi via i nostri sentimenti e sentire amore è una cosa che sappiamo fare indipendentemente dal riceverlo.

Aveva la gioia di essere mamma  che le dava la forza anche quando tutto andava male, di tirare fuori un sorriso e di credere che aveva fatto qualcosa di miracoloso donando la vita e conoscendo l’amore più grande che esista, poterlo veder crescere forte e felice.

 Aveva la vita che un po’ le dava e un po’ le toglieva, ma si era resa conto di quanto equilibrio ci fosse in tutto questo dare- avere.

Aveva se stessa e la capacità di trasformare in realtà qualsiasi cosa desiderasse.

Aveva molto da dire anche a chi era apparentemente più esperto di lei e il desiderio di uscire e gridare al mondo quanto bella è la vita se solo iniziamo a viverla oltre qualsiasi pensiero.

La vita per lei aveva il sapore di un frutto appena colto dalla pianta: al primo morso un pochino aspro e poi man mano più dolce fino a lasciare il suo vero sapore alla fine.

frutta

DALLA STORIA DI MARIA ALLA TUA:

“SPUNTI DI COACHING PER TE”

Riesci a identificare nella tua vita, quelle volte che hai avuto la sensazione di perdere qualcosa? Pensi di aver perso davvero quello che conta per te? Se si, cosa?

Quante volte sei rimasta chiusa nei tuoi “limiti” pensando di non poterne uscire?

Come sarebbe per te , vederli per quello che sono e andare avanti nonostante essi, oppure farne punti di partenza e risorse per la tua nuova vita su misura?

Puoi trovare in te una situazione in cui la vita ti ha tolto qualcosa che al momento ti sembrava importante, per poi vedere che ti stavi limitando e credere che lo fosse?

Cosa conta davvero per te e che cosa vorresti lasciare al mondo?

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