Historia de un taxi, Storia di un taxi..

Episodio #6: Un viaggio, Parte seconda

Maria, finalmente a Cuba…

Finalmente libera di sperimentare le montagne russe delle sue emozioni alla massima potenza senza destare preoccupazioni e soprattutto senza dover dare spiegazioni a nessuno.

Da piccoli ci insegnano che mostrare troppo le proprie emozioni è segno di debolezza, lo fanno perché ci amano e non vogliono vederci soffrire, senza sapere che a volte è l’unica cosa di cui abbiamo bisogno per non esplodere.  Maria aveva bisogno di ridere, piangere e fluire con la vita nella sua pienezza. Con passione e senza nascondersi.

Il giorno dopo il suo arrivo, passò l’intero pomeriggio a parlare degli ultimi avvenimenti della  vita con la sua carissima amica Annabel che la invitò a uscire per una serata danzante con lei e il suo migliore amico di sempre, Roberto il tassista di giorno, Re delle piste da ballo di notte.

Taxi d'epoca visto dall'interno, a Cuba
Taxi d’epoca Havana, Cuba

La preparò a quell’incontro dicendole solamente di tenersi pronta a tutto , perché si sarebbero odiati oppure amati…

Potete capire che dopo tutto quello che le era successo,  Maria non si sentiva molto pronta per socializzare, nè tantomeno rischiare di passare la serata con qualcuno a lei odioso. Non aveva molta voglia ma alla fine si fece convincere dall’entusiasmo dell’amica e decise come sempre di affidarsi alla sua saggezza e alla libertà di tornare a casa in qualsiasi momento ne avesse sentito il bisogno: dopotutto era li anche per divertirsi!

Maria aveva sentito tante volte parlare di Roberto  e forse aveva visto qualche sua foto, ma non lo collegava ad un volto o una storia precisa, non riusciva a ricordare proprio nulla.

L’orario stabilito per l’appuntamento  arrivò presto, si sarebbero incontrati per un aperitivo a casa di Roberto prima di uscire. Lei e la sua amica Annabel camminarono fino a una casetta colorata, con una porta stranamente minuscola, non molto lontana dal centro. Bussarono.

Con suo estremo stupore ad aprire arrivò un omone grande e muscoloso che le accolse con un sorriso gigante e un abbraccio caloroso. Era confusa: aveva provato a immaginarlo tutto il pomeriggio ma con pochissimo successo, ora ne aveva la prova. Non le sembrava poi così odioso, pensò che poteva lasciarsi andare all’idea di trascorrere una bella serata fra amici.

Entrati in casa, si sentì a suo agio ma rimase in silenzio e lasciò che i due amici, che non si vedevano da molto, si confrontassero. Si limitò ad ascoltarli sorseggiando un buon vino e lasciandosi cullare dal suono di una bachata. Non si sentiva esclusa, al contrario le piaceva starli a guardare mentre parlavano, amava la loro complicità e ogni tanto poteva permettersi di perdersi nei suoi pensieri perché nessuno la stava osservando, insomma si rilassò.

Ad un certo punto Roberto iniziò a parlare ad Annabel delle donne della sua vita ed ecco che l’attenzione di Maria si rivolse tutta sulle sue parole. Stava dicendo  più o meno questo:

“Come ben sai, Annabel, io sono un uomo che ha imparato a stare da solo e farlo con estrema serenità. Sono indipendente e libero. Se decido di condividere il mio poco tempo a disposizione con una persona, è per stare bene senza controindicazioni  e a volte la controindicazione più grande è che quando stanno tanto bene con me, sentono il bisogno di avere sempre di più; di trovare spiegazioni al mio desiderio di libertà. Ora mi piace pensare alla mia vita, alla mia famiglia e a essere una persona migliore, se non si possono accontentare di quello che in questo momento posso dare loro, allora la mia scelta è rimanere solo”.

Maria racconta che se avesse potuto riavvolgere il nastro fino a qualche ora prima, nel pomeriggio al parco con la sua amica, avremmo sentito più o meno le stesse parole, uscire dalla sua bocca…

Un brivido le attraversò la schiena, faceva fatica a distogliere lo sguardo da quell’uomo che aveva la sensazione di conoscere, di capire. Ad un tratto iniziò a vedere la sua bellezza, il fascino che può avere qualcuno che sta con le persone perché vuole e non perché ne sente il bisogno. Il coraggio di essere vero e fedele a te stesso, nonostante a volte comporti rinunciare a persone a cui tutto sommato siamo molto affezionati.

Iniziò a capire che era ancora capace di lasciarsi emozionare dalle parole e dallo sguardo di un uomo che non fosse il suo Javier, si sentì di nuovo dannatamente viva, come se il suo sangue avesse all’improvviso ricominciato a circolare e scaldarle il cuore.

 Pensò che forse fra i vari giri della vita, qualcosa di più grande l’aveva portata li proprio quella sera. Nonostante la malavoglia, nonostante tutto e con la complicità dell’amica che sapeva bene di cosa avesse bisogno Maria…

Uscirono insieme e passarono una serata fantastica,  Roberto si impegnò a fare ciò che sapeva fare meglio, tirare fuori il bello da chiunque avesse intorno. Aveva il dono di rendere tutto speciale, di far sentire una donna unica e di farlo senza riserve e con rispetto. Per il modo in cui le trattava, in cui le guardava e per come le guidava in pista, ballando come se intorno non ci fosse nessun altro. Maria quella notte si sentì come se si fosse potuta abbandonare completamente  nelle sue braccia grandi, senza aver paura di cadere.

La serata si stava per concludere e Maria si trovò a desiderare che non finisse mai. Il dj annuncio l’ultima salsa: “Historia de un taxi” di Ricardo Arjona e Mark Anthony, che per lei diventò la colonna sonora di quella serata in cui il suo “tassista” si mise al servizio della vita per farle vedere qualcosa di nuovo, faceva più o meno così…

“No caiga usted por amores, debe de levantarse. Le dije, cuente con un servidor si lo que quieres es vengarse”… “Es lo que ace un taxista seduciendo la vida” _ “Non cada per amore, deve tirarsi su. Le dissi: conti su un servitore se quello che vuole è vendicarsi”… ” E’ quello che fa un tassista, seducendo la vita”…

Maria non pensava alla vendetta, non è mai stata nelle sue corde. A Maria serviva solo sapere che è possibile ricevere senza condizioni o aspettative, sentirsi ancora apprezzata, desiderata e provare delle emozioni che credeva ormai naufragate con il suo Javier.

Si guardarono, Maria faticava a trattenere le lacrime dalla gioia. Lui si avvicinò per baciarla, lei di riflesso lo respinse; Poi prese coraggio e lo baciò con un bacio innocente e pieno di amore e gratitudine. Si salutarono così e il loro non fu un addio, ma solo un “Hasta pronto” – “A presto”…

Di seguito la canzone per chi avesse piacere ad ascoltarla:

Colonna sonora della serata Historia de un taxi


A volte non esistono spiegazioni, è solo magia. La vita è magica e Maria questo lo sa…

DALLA STORIA DI MARIA ALLA TUA:

” SPUNTI DI COACHING PER TE…”

Ti piacerebbe realizzare che esiste  un “luogo” dove puoi  vivere le tue emozioni per quello che sono, in estrema libertà e senza conseguenze spiacevoli?

Riesci a identificare nella tua storia, situazioni in cui la vita ti ha messo a disposizione ciò di cui avevi bisogno ancor prima che ci pensassi?

Noti come a volte, aprirsi alla vita con fiducia e definire ciò di cui davvero abbiamo bisogno, ci porti  le risposte che cercavamo nel modo più bello che esista?

Maria è arrivata a Cuba con l’idea che nessun altro uomo avrebbe mai più potuto interessarle. Poi sappiamo che le cose sono andate in maniera diversa, che cosa credi sia accaduto per farle cambiare idea?

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